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Atto di indirizzi in materia di programmazione della gestione dei rifiuti e delle bonifiche
4 Marzo 2020 

È stata pubblicata sul Burl n.8, serie ordinaria, del 19 febbraio 2020, la D.c.r. n. 980 recante “Atto di indirizzi, ai sensi del comma 3 dell’articolo 19 della l.r. 12 dicembre 2003, n. 26 in materia di programmazione della gestione dei rifiuti e delle bonifiche “Piano verso l’economia circolare”.

Tale documento rappresenta il primo passo verso l’aggiornamento dell’attuale Programma regionale di gestione dei rifiuti, comprensivo del programma di bonifiche delle aree inquinate 2014 – 2020, che dovrà prevedere azioni e tempi per il raggiungimento degli obiettivi che Regione Lombardia ha definito tramite l’Atto d’indirizzi, anche sulla base delle recenti direttive europee costituenti il “Pacchetto economia circolare”.

Rispetto ai temi di maggiore interesse per la categoria si evidenziano, sinteticamente, i principali obiettivi approvati in materia di gestione dei rifiuti speciali e bonifica delle aree inquinate.

 

  • Gestione dei rifiuti speciali: verranno definite azioni e strumenti volti al raggiungimento dell’obiettivo posto dalla direttiva comunitaria 1999/31/Ce, che prevede che entro il 2030 tutti i rifiuti idonei al riciclo o al recupero di altro tipo non siano ammessi in discarica ad eccezione dei rifiuti per i quali il collocamento in discarica produca il miglior risultato ambientale.

Verranno, altresì, definite specifiche azioni di prevenzione, quali ad esempio la diffusione dell’utilizzo di sottoprodotti.

Con riferimento ai rifiuti inerti, verranno ripresi gli esiti e le indicazioni per una corretta gestione e utilizzo che sono scaturiti dallo studio “LCA a supporto della strategia regionale per la gestione dei rifiuti minerali da costruzione e demolizione” condotto da Politecnico di Milano e dello studio “Indicazioni e criteri per l’utilizzo degli aggregati riciclati nel settore delle costruzioni” realizzato dall’Università degli Studi di Brescia. In tale focus di approfondimento verranno riprese anche le indicazioni prodotte nell’ambito dei lavori del Tavolo sull’economia circolare dedicato ai rifiuti da costruzione e demolizione e dovranno essere recepite le recenti indicazioni comunitarie che stabiliscono la necessità di adottare misure intese a promuovere la demolizione selettiva al fine di consentire la rimozione e il trattamento sicuro delle sostanze pericolose e facilitare il riutilizzo e il riciclo di alta qualità tramite la rimozione selettiva dei materiali, nonché garantire l’istituzione di sistemi di cernita dei rifiuti da costruzione e demolizione per il legno, frazioni minerali, metalli, materiali elettrici, vetro, plastica, polistirolo e gesso. Dovrà essere almeno confermato l’obbiettivo al 2020, ma già raggiunto in Regione Lombardia, di preparazione al riutilizzo e riciclo di rifiuti da costruzione e demolizione pari al 70%.

Rispetto al tema amianto verrà sviluppato un approfondimento circa lo stato di fatto della sua presenza in Lombardia al fine di stimare i quantitativi di materiali da rimuovere e il conseguente fabbisogno impiantistico regionale. Verranno, inoltre, studiati e valutati metodi di trattamento dell'amianto alternativi al conferimento in discarica, anche in collaborazione con le università e gli enti di ricerca.

Saranno poi aggiornati i criteri per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero rifiuti. Verranno introdotte condizioni particolari per favorire la realizzazione di impianti di recupero e/o smaltimento realizzati all’interno di insediamenti industriali esistenti, al fine di chiudere il ciclo produttivo dell’insediamento. Sarà, invece, limitata la proliferazione sul territorio degli impianti di mero stoccaggio di rifiuti e privilegiato lo sviluppo di tecnologie sempre più efficienti di riciclo.

Gli strumenti che verranno messi in atto per il raggiungimento degli obiettivi saranno di diversa natura: economici – finanziari (bandi di finanziamento), autorizzativi (anche di tipo valutativo o da utilizzare in ambito istruttorio), di governance e accompagnamento alla policy (accordi e intese con soggetti interessati all’attuazione delle politiche regionali, compagne di comunicazione e formazione, promozione della ricerca tecnologica).

L’aggiornamento del Programma prevederà anche un’apposita sezione dedicata alla definizione di linee di indirizzo volte a prevenire forme di gestione illecita dei rifiuti sul territorio regionale.

 

Bonifica delle aree inquinate. La priorità fondamentale è l’individuazione delle principali criticità presenti sul territorio e il conseguente risanamento delle stesse, promuovendo allo stesso tempo la rigenerazione delle aree degradate e il risparmio di consumo di suolo. Le azioni congiunte del sistema regionale dovranno essere finalizzate a garantire il completamento degli interventi di bonifica per almeno 80 siti contaminati all’anno, che rappresentano circa il 10% dei siti a oggi classificati come contaminati.

In connessione con gli obiettivi dell’economia circolare, nell’aggiornamento del Programma saranno perseguiti i seguenti indirizzi: riduzione all’origine dei rifiuti prodotti da interventi di bonifica, anche attraverso la promozione di tecnologie sostenibili di bonifica; massimizzazione del riutilizzo delle frazioni pulite prodotte nel corso di interventi di messa in sicurezza e/o bonifica sostenuta da strumenti normativi, tecnici ed economici omogenei a livello nazionale.

Il nuovo Programma dovrà, inoltre, prevedere azioni in grado di consentire una più approfondita valutazione dello stato delle conoscenze dei siti contaminati o potenzialmente contaminati, permettendo agli operatori del settore (pubblico e privato) di distinguere tra aree adeguatamente presidiate sul territorio e aree dove le problematiche ambientali e/o amministrative possono costituire una potenziale criticità.

Gli interventi di rigenerazione urbana e territoriale di aree soggette a bonifica dovranno essere valutati e inquadrati in un processo di promozione territoriale che necessita di una politica che favorisca a livello normativo, procedurale, tecnico, economico, approcci rigenerativi in particolare delle aree contaminate dismesse, abbandonate e inutilizzate.

L’obiettivo generale di promozione territoriale dovrà essere articolato in azioni congiunte tra le diverse Direzioni regionali interessate, finalizzate a: incentivare la bonifica e la riqualificazione di suoli degradati; supportare le Amministrazioni Comunali e i soggetti privati non colpevoli dell’inquinamento che si dimostrino interessati a bonificare e riqualificare le aree; prevedere semplificazioni a livello normativo per coordinare le procedure di bonifica e rigenerazione urbanistica; raccordare e coordinare le necessità del pubblico e del privato; aumentare l’interesse del cittadino per l’esecuzione della bonifica dei siti contaminati; instaurare una relazione attiva tra imprese e territorio stesso, in considerazione del valore della risorsa suolo.

In particolare, il nuovo Programma dovrà delineare azioni di semplificazione delle procedure per favorire una più celere adozione delle varianti urbanistiche in aree soggette a bonifica, al fine di non compromettere e vanificare gli interventi di recupero ambientale e territoriale sviluppati da privati che investono economicamente nello sviluppo di tali aree.

Gli strumenti a sostegno dell’attuazione del Programma di Bonifiche riguarderanno: sviluppo e gestione di strumenti conoscitivi; attività di regolamentazione/linee guida (proposte di leggi, regolamenti regionali e linee guida al fine di assicurare un quadro di riferimento chiaro e ordinato); programmazione economico – finanziaria degli interventi di messa in sicurezza e bonifica (potenziamento dell’uso di incentivi di carattere ambientale ed economico-fiscale per favorire la realizzazione degli interventi di bonifica in capo a soggetti privati e possibile costituzione di un fondo pluriennale regionale per il risanamento dei siti da bonificare); incentivi per l’indagine e il risanamento di siti contaminati; promozione di partnership pubblico-privato; ricorso a strumenti di comunicazione e diffusione delle informazioni; armonizzazione delle procedure di bonifica con le altre normative in materia di ambiente (procedure di V.I.A., gestione dei rifiuti, tutela e pianificazione delle risorse idriche, etc.) e urbanistica.